Göteborg, la capitale svedese della birra artigianale
C'è una città affacciata sulla costa occidentale della Svezia che, nell'arco di poco più di un decennio, è diventata uno dei riferimenti mondiali per la birra artigianale. Stiamo parlando di Göteborg. La seconda città del Paese - circa 600.000 abitanti, grande porto sul Kattegat con accesso diretto al Mare del Nord, architettura di canali e capannoni industriali riconvertiti - ospita oggi una delle scene craft più vivaci e collaborative d'Europa, con oltre 40 birrifici attivi e un'etica condivisa che mette la qualità davanti a tutto il resto.
Questa volta non parliamo di uno stile di birra specifico, ma di un luogo e dei tre birrifici che, più di ogni altro, ne rappresentano l'anima: Stigbergets, O/O Brewing e Beerbliotek. Tre realtà nate tutte tra il 2012 e il 2013, nello stesso quartiere, con radici spesso intrecciate, e oggi distribuite in tutto il mondo.
Una città con la birra nel DNA
Göteborg nasce come città portuale nel 1621 e fin dalle origini la produzione brassicola è parte integrante della sua economia. Nel Settecento, grazie alla Compagnia Svedese delle Indie Orientali, la birra di Göteborg veniva caricata sulle navi ed esportata in giro per il mondo: una delle prime forme di birra "da export" della storia moderna. Nel Novecento, il marchio industriale dominante era Pripps, che assorbì via via tutti i concorrenti locali prima di essere rilevata da Carlsberg, che ne chiuse la produzione a Göteborg nel 2001.
Quell'anno segna la fine di un'era industriale e, paradossalmente, l'inizio di qualcosa di molto più interessante. Nel vuoto lasciato dai grandi marchi comincia a fiorire una nuova generazione di birrai artigianali: curiosi, appassionati, spesso provenienti dall'homebrewing, e tutti accomunati dalla voglia di fare birra in modo diverso. Tra il 2012 e il 2013, quasi simultaneamente, aprono i loro battenti Beerbliotek, Stigbergets e O/O Brewing. Non è una coincidenza: è il riflesso di un momento di grazia, quando la domanda di birra artigianale di qualità cominciava a crescere più velocemente dell'offerta.

Stigbergets: dalla Kino al mondo
Stigbergets Bryggeri nasce nel 2012 ai piedi della collina da cui prende il nome, nel quartiere operaio di Majorna, con uno scopo preciso e niente affatto grandioso: produrre birra per il Kino, il pub-cinema del centro culturale Hagabion. La birra piace, la produzione cresce, e nel 2015-2016 il birrificio viene completamente ristrutturato con nuove attrezzature. Nel 2016 arriva la svolta internazionale: la birra artigianale realizzata per il GBG Beer Week viene classificata tra le migliori al mondo sulle principali piattaforme di rating, e Stigbergets si ritrova a dover raddoppiare la produzione, da 4000 a 8000 ettolitri, per stare dietro alla domanda globale.
Oggi Stigbergets gestisce due locali a Göteborg: lo Shangri-La in Gamla Varvsgatan (Majorna) e il Bryggan a Ringön, un ex capannone industriale trasformato in birreria-palco per concerti. La loro birra di punta è la West Coast: non una West Coast IPA classica americana, bensì una NEIPA in pieno stile scandinavo - dorata e velata, corpo pieno, bassa amarezza, un'esplosione di frutto tropicale ottenuta con dry hop di Citra, Mosaic ed Ekuanot. Un gabbiano in lattina che, nello slang locale, si chiama måse ed è diventato uno dei simboli brassicoli della città.

O/O Brewing: l'amicizia lunga una vita
O/O Brewing nasce nel 2013 dall'amicizia di lunga data tra due Andersson senza alcuna parentela: Olle e Olof. Le due iniziali che formano il nome del birrificio sono anche le iniziali dei fondatori. I due non avevano capitali né impianti: avevano solo ricette, entusiasmo e una buona relazione con il birrificio già avviato di Stigbergets, che li lasciò usare il proprio impianto nelle serate e nei fine settimana. Le birre erano così buone che Olle finì per lavorare a tempo pieno per Stigbergets - continuando intanto a sviluppare il proprio progetto. Nel 2017, quando la produzione era cresciuta abbastanza, O/O aprì la propria sede a Hisings Backa, sull'isola di Hisingen, e il cerchio si chiuse.
La filosofia di O/O è semplice e diretta: birre ad alta bevibilità, in una gamma che spazia dalle Pilsner alle IPA fino alle Porter. Il loro approccio al design è minimalista e ogni label è una collaborazione con artisti visivi diversi, trasformando ogni lattina in una piccola galleria d'arte. Le loro birre più celebri sono la Narangi (una IPA dagli aromi di agrumi e frutta tropicale che ha contribuito a mettere Göteborg sulla mappa internazionale già nel 2013) e il Pivot Pils, una Pilsner non filtrata, morbida e che dimostra quanto O/O sappia essere convincente anche fuori dal territorio luppolato.

Beerbliotek: una biblioteca di birre
Beerbliotek è forse il birrificio più internazionale dei tre, fin dalle origini: fondato nel 2012 da quattro amici arrivati da quattro angoli diversi del mondo - Adam Norman (Australia), Richard Bull (Nuova Zelanda), Anders Hedlund (Svezia) e Darryl De Necker (Sudafrica). Il nome viene dal latino bibliothēca ed è il manifesto della loro filosofia: ogni birra ha un numero progressivo stampato sulla lattina, che corrisponde all'ordine in cui è stata prodotta. Una biblioteca vera e propria, con oltre 200 etichette diverse all'attivo, di cui la maggior parte prodotta una volta sola.
La prima birra fu una Black Ale al peperoncino: non esattamente il prodotto più commerciale con cui esordire, ma perfettamente in linea con un approccio che mette la curiosità prima del calcolo. Beerbliotek ha iniziato in 90 metri quadri con quattro tank da 1000 litri, e si è espanso progressivamente fino alla sede attuale nel quartiere industriale di Majorna, creando un enorme collettivo di appassionati.
Questa è Göteborg: cooperazione, non competizione
Il tratto che distingue la scena di Göteborg da molte altre al mondo non è solo la qualità delle birre, ma il modello con cui i birrifici si relazionano tra loro. O/O ha mosso i suoi primi passi nell'impianto di Stigbergets. Beerbliotek, Stigbergets e altri birrifici locali hanno messo in piedi un servizio di bus gratuito "hop-on hop-off" il sabato, per portare appassionati e turisti da una taproom all'altro, grazie alla collaborazione con la Gothenburg Brewers Guild, l'associazione che coordina la cooperazione tra i birrifici della città, fondata per creare una comunità, non per spartirsi il mercato.
C'è anche una variabile tutta svedese che ha contribuito a plasmare questa mentalità: il Systembolaget, il monopolio statale che gestisce la distribuzione di tutte le bevande alcoliche sopra i 3,5% ABV in Svezia. Operare in un mercato dove non puoi vendere direttamente al consumatore nel tuo negozio senza passare per un canale centralizzato non è semplice, ma ha avuto un effetto inatteso: ha spinto i birrifici a differenziarsi sul piano della qualità e dell'identità, piuttosto che sulla distribuzione capillare. Il risultato è una scena dove ogni birrificio ha qualcosa di preciso da raccontare e lo racconta molto bene.
Le birre artigianali svedesi di Stigbergets, O/O Brewing e Beerbliotek sono disponibili sul nostro sito nella sezione Birre Svedesi. Se non sai da dove cominciare, parti da una West Coast di Stigbergets, una Narangi di O/O e una NEIPA di Beerbliotek. In un'unica serata avrai assaporato un po' di Göteborg e una fetta del craft svedese.
Vuoi esplorare l'intera selezione scandinava? Trovi tutte le etichette svedesi nella nostra collezione Birre Svedesi, con Stigbergets, O/O Brewing, Beerbliotek e non solo.